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ANTROPOCRATICI Scritti dei Membri

 

Cosa vuole l’Antropocrazia?

Passare dalla Fiscalità Reddituale alla Fiscalità Monetaria.
Istituire il Reddito di Cittadinanza Universale.

L’inflazione:

É il mostro che erode il potere d’acquisto degli stipendi.
Ogni anno distrugge 390 miliardi di euro del potere della Massa Monetaria.

 Le cause:

Le imposizioni statali - fiscali e previdenziali - sul settore economico.

Le soluzioni:

Detassazione totale del settore economico.
Sostituzione della moneta cartacea con la moneta elettronica.
Imposta Monetaria Unica annua dell'8% sulla Massa Monetaria priva di inflazione.
(Mensilmente lo 0,66% del saldo dei conti bancari alimenta le Spese Pubbliche e i Redditi di Cittadinanza dei Cittadini.)

 Cosa puoi fare?

Rifletti sui pensieri dell’Antropocrazia e diffondili.
Manda una’e-mail bianca a
ngbellia@antropocrazia.com con all’oggetto:

SI ANTROPOCRAZIA


LE SOLUZIONI
 


Detassazione totale del settore economico.

Detassando Produzione e Consumo si ottiene il dimezzamento dei prezzi dei prodotti di mercato, raddoppiando il potere di acquisto dei ricavi monetari, facendo uscire le famiglie italiane dall’indigenza e riavviando i consumi.

Sostituzione della moneta cartacea con moneta elettronica.

Tale sostituzione, auspicata dall’Associazione Bancaria Italiana, consente di avere tutte le somme che compongono la Massa Monetaria, in una contabilità generale elettronica per i prelievi della fiscalità monetaria.

Imposta Monetaria Unica mensile dello 0,66% sulla Massa Monetaria.

Tale imposta applicata su una Massa Monetaria esente da inflazione, consente di fare fronte alle Spese Pubbliche e ad istituire il Reddito di Cittadinanza Universale.

Al valore attuale dell’euro, il Reddito di Cittadinanza  mensile di 500 euro, corrisponde una cifra mensile di 250 euro tenuto conto del dimezzamento dei prezzi generato dalla detassazione.

Per una popolazione di 60 milioni, occorre mensilmente la somma di 15 miliardi di Euro per il Reddito di Cittadinanza.

Per una Spesa Pubblica annuale di 600 miliardi di euro di cui è prevedibile il dimezzamento per la detassazione di cui sopra, abbiamo una necessità mensile di 25 miliardi di euro, che, sommati ai 15 miliardi per il Reddito di Cittadinanza prima calcolati, otteniamo un’esigenza monetaria mensile di 40 miliardi di euro, corrispondente ad un’imposta monetaria unica dello 0,66% mensile della Massa Monetaria di 6 mila miliardi di euro.

Cioè mensilmente lo 0,66% del saldo dei conti bancari è sufficiente ad alimentare le Spese Pubbliche e i Redditi di Cittadinanza dei Cittadini.

Con tale riforma non sarà più possibile l’inflazione e vi saranno quindi prezzi stabili, in regime di sicurezza economica di base.

 

Nicolò Giuseppe  Bellia

Tarquinia, 8 giugno2008

 

DIFFUSIONE DELL'ANTROPOCRAZIA
 

 

Carissimi Membri dell’Assemblea Antropocratica e Amici.

 

Con gli ultimi scritti, compreso quello allegato, credo che possiamo considerare ultimato il Progetto Antropocratico.

Possiamo così passare alla fase della diffusione attraverso le libere iniziative dei Membri e dei Simpatizzanti che si andranno aggregando.

Due gentili signore italiane stanno approntando un Server al servizio dell’Antropocrazia, con invii automatici di scritti, ad un primo gruppo di 200.000. indirizzi di posta elettronica, di professionisti italiani.

Hanno anche manifestato l’intenzione di tradurre i testi in varie lingue per un’ampia diffusione all’estero.

Chi in questa fase condividerà le Idee antropocratiche invierà a ngbellia@antropocrazia.com una mail con all’oggetto la scritta SI ANTROPOCRAZIA; con ciò verrà inserito in un eleco di Antropocratici, che verrà pubblicato, costantemente aggiornato, su www.bellia.com .

L’auspicio è che si raggiungano numeri significativi di consensi che, possano consentire una positiva influenza nella vita sociale italiana.

Nel ringraziare quanti hanno finora collaborato, anche con la loro preziosa attenzione, colgo l’occasione per abbracciarVi, Nicolò




          DIFFUSIONE DELL'ANTROPOCRAZIA

Un’inflazione reale italiana del 6,50 % annuo, provoca i seguenti effetti:

-          rende insufficienti per le famiglie, in pochi anni, i ricavi da lavoro;

-          distrugge annualmente 390 miliardi di euro del potere di acquisto della Massa Monetaria.

Il rimedio consiste nel passaggio dalla fiscalità reddituale a quella monetaria.

La totale detassazione del settore produttivo e di consumo produrrà il dimezzamento dei prezzi di mercato:

- con il raddoppio del potere di acquisto dei ricavi da lavoro.

-  con un incremento del potere di acquisto della Massa Monetaria di ben 6 mila miliardi di euro, pari a 9 anni di Spese Pubbliche dello Stato.

L’evidenza e l’entità delle cifre sopra esposte portano alla necessità della istituzione di un’Imposta Monetaria Unica del 6% annuo sulla Massa Monetaria, capace di fornire il necessario per le Spese Pubbliche e per il Reddito di Cittadinanza Universale, senza scaricarsi sui prezzi di mercato.

Con la sicurezza di base fornita dal Reddito di Cittadinanza Universale, sarà facile razionalizzare le strutture pubbliche e quelle produttive, innescando un processo di benefica riduzione dei prezzi, anche a seguito del progresso scientifico e tecnologico.

La riforma sopra delineata sarà facilmente attuabile sopo la trasformazione della moneta cartacea in moneta elettronica.

Per approfondimenti: www.bellia.com

 

Nicolò Giuseppe Bellia

Tarquinia, 5 giugno 2008

 

COMUNITA' MONETARIA
 

 

La moneta elettronica, rispetto a quella cartacea, ha il vantaggio di non essere falsificabile né trafugabile; infatti essa ha valore solo all’interno di una contabilità generale elettronica.

Il controllo continuo della costanza dell’ammontare della Massa Monetaria garantisce, in modo certo, da manomissioni fraudolente.

Da ogni conto il denaro può essere prelevato solo dal titolare e inviato ad altri conti.

La riforma fiscale consisterà nella totale detassazione del settore produttivo e  instituendo, in cambio, un’imposta monetaria unica aggirantesi sul 6% annuo, sul capitale monetario di ciacun Cittadino, (corrispondente a quanto perduto precedentemente per inflazione).

Con la detassazione del settore produttivo si avrà una forte riduzione dei costi di produzione che porterà almeno ad un dimezzamento dei prezzi, generando una grande crescita del benessere sociale e della sicurezza economica di base.

Con ciò è possibile fare fronte alle Spese Pubbliche e al Reddito di Cittadinanza Universale.

Con tale riforma sarà possibile adeguare finalmente il sistema fiscale italiano a quanto previsto dall’art. 53 della Costituzione Italiana che dice:

Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Cioè alla loro disponibilità di denaro.

Il sistema tributario è informato a criteri di progressività. I conti fino a 100.000 euro ricevono, come Reddito di Cittadinanza, più della decurtazione fiscale.

Si potrà così anche avviare la razionalizzazione della Struttura Statale, eliminando tutti quei posti di lavoro privi di utilità, lasciando del personale disponibile per lavori utili..

Sarà possibile anche, nel settore privato, sostituire la contrattazione collettiva con quella individuale, consentendo alle Aziende di eliminare gli esuberi, sulla via della riduzione dei costi di produzione, anche con apporti tecnologici.

Può nascere così una orgaizzazione sociale basata sulla solidarietà di base.

La struttura economica va lasciata alla iniziativa e alla gestione degli Imprenditori, favorendo la nascita di sempre nuove Aziende, capaci di trasformare la creatività umana in beni desiderati e scelti dal Mercato.

Con l’esistenza del Reddito di Cittadinanza è possibile consentire che le Aziende che sono andate fuori mercato vengano chiuse rapidamente per non distruggere risorse umane ed economiche.

La Struttura Giuridica ha la funzione di consentire un’armonica convivenza tra gli Esseri Umani fornendo le necessarie tutele previste dalle leggi.

Nella vita sociale vi è una sfera in cui fluisce il lavoro di coloro che si dedicano ad elaborazioni immateriali nascenti dalle vocazioni individuali.

È la sfera in cui nascono i prodotti dell’arte, della scienza, della filosofia cui si rivolgono gli Esseri Umani, sulla via della crescita dell’autocoscienza, per acquistarne i prodotti.

Fa parte di tale sfera anche il settore dell’insegnamento cui si rivolgono i genitori per lo sviluppo culturale dei propri figli, pagandone le prestazioni.

Le personalità dirigenti del settore economico e di quello giuridico, traggono dalla sfera culturale le Idee che poi fanno fluire nelle loro professioni.

La sfera economica provvede a produrre quanto necessario alla conservazione e sviluppo della vita materiale.

La sfera giuridica provvede a fornire quanto necessario al godimento della sicurezza giuridica, essenziale per una soddisfacente vita sociale dei Cittadini.

La sfera culturale fornisce tutti gli stimoli alla creatività umana operante nella vita sociale.

 

Nicolò Giuseppe Bellia

Tarquinia, 29 maggio 2008            www.bellia.com

 

DENARO IMMATERIALE
 

                              Lettera spedita a Deputati e Senatori:

Signori Onorevoli.
 
Alla presente allego un breve studio intitolato DENARO IMMATERIALE sul modo di eliminare l'Inflazione che è la causa prima di tutti i mali sociali.
La causa dell'Inflazione è la fiscalità reddituale, che si scarica sui prezzi.
Essa può essere eliminata spostando il prelievo fiscale sulla Massa monetaria con l'istituzione di una Imposta Monetaria Unica del 6% annuo, capace di coprire le Spese Pubbliche ed il fabbisogno per il Reddito di Cittadinanza Universale.
Inizialmente il potere di acquisto della Massa Monetaria raddoppierà, per la riduzione
dei prezzi, derivante dalla detassazione del settore produttivo, e successiva automatica stabilizzazione di tale Massa.
 
Prossimamente l'elaborato verrà inviato a 200 mila Cittadini Italiani.
Il fine è quello di avviare una riflessione allargata sui mali del nostro Paese.
 
Per approfondimenti www.bellia.com .
 
Cordiali saluti, Nicolò Giuseppe Bellia


                      DENARO IMMATERIALE

L’Associazione Bancaria Italiana auspica la sostituzione della moneta cartacea con quella elettronica, aprendo delle prospettive storiche estremamente importanti.

La smaterializzazione monetaria renderà inoccultabile il denaro.

Con tale Riforma in futuro non saranno più possibili furti monetari giacché tutto il denaro esistente sarà in rete ed utilizzabile solo elettronicamente, ma mai asportabile dalla rete.

La sparizione del denaro cartaceo toglierà ai ladri l’oggetto della loro attività.

Ciò per quanto riguarda la finalità perseguita dall’Associazione Bancaria Italiana.

La gestione elettronica globale della ricchezza monetaria renderà possibile lo spostamento dei prelievi statali dal settore economico a quello monetario.

In passato ciò non è stato mai possibile in quanto l’occultabilità dei segni monetari impediva il prelevamento forzoso del fabbisogno statale e si è dovuto ripiegare verso la farraginosa fiscalità reddituale poiché le attività economiche non erano facilmente occultabili.

La conseguenza di tale tipo di fiscalità è stato, da sempre, lo scarico dei prelievi sui prezzi, con conseguente costante svalutazione della Massa Monetaria (inflazione).

Inizialmente le Banche con il signoraggio recuperavano gli effetti dell’inflazione e quindi hanno assecondato gli Stati nelle loro continue richieste di prestiti, con creazione a proprio favore di denaro dal nulla, gravato di interessi. (Debiti Pubblici).

Con il crescere della dimensione del Mercato Economico Globale le perdite per inflazione hanno superato, per la Banche, i guadagni da signoraggio, tanto che recentemente si è assistito a fallimenti bancari o a salvataggi in extremis.

Con la moneta aurea, era comprensibile che le Banche concedessero agli Stati prestiti a rischio, gravati da interessi; ma con il crescere delle attività industriali l’insufficienza della quantità dell’oro, ha fatto sempre più spostare la creazione monetaria verso i segni cartacei, solo che il beneficio di tali creazioni, a costo nullo, restava alle Banche (signoraggio).

Oggi vediamo crescere l’inflazione in maniera irrefrenabile, con dànno, da una parte, del potere di acquisto dei Cittadini e dall’altro, della perdita di valore della ricchezza monetaria.

Lo spostamento del prelievo fiscale, dal Settore Economico alla Massa Monetaria è il solo rimedio capace di eliminare l’inflazione e il signoraggio; consentire, con beneficio di tutti, l’avvio di uno sviluppo economico adeguato all’attuale progredita civiltà industriale, con un iniziale forte recupero di valore monetario, per l’abbassamento dei costi della produzione defiscalizzata.

Inoltre, la crescente mancanza di posti di lavoro, derivata prevalentemente dall’introduzione fisiologica di macchine nei processi produttivi, per fini di concorrenza, crea l’altra fonte di grande sofferenza sociale:  la disoccupazione.

L’inurbamento progressivo ha reso la vita degli Esseri Umani dipendente dal denaro.

L’aver legato alla aleatorietà dei posti di lavoro la sopravvivenza dei Cittadini è un assurdo etico-sociale cui si può porre rimedio solo attraverso l’istituzione del Reddito di Cittadinanza Universale, capace di consentire a tutti, quale che sia la situazione soggettiva, una dignitosa sopravvivenza, dato che la produzione agricola e industriale è da gran tempo esuberante.

L’imposta Monetaria Unica - 6% annuo al posto dell’inflazione - è idonea a sopportare non solo il peso delle Spese Pubbliche, ma anche gli oneri per il Reddito di Cittadinanza Universale.

Con l’introduzione del Reddito di Cittadinanza Universale sarà possibile eliminare tutte le attuali irrazionalità delle strutture statali, nonché le sovrabbondanze burocratiche.

Ciò farà sì che il costo della Macchina Statale si ridurrà rapidamente, tenuto conto che le eliminazioni degli esuberi, sia dal settore pubblico che da quello privato, troverà un valido ammortizzatore nel Reddito di Cittadinanza Universale che consentirà orientamenti lavorativi razionali e socialmente utili.

La saggezza dei Governanti futuri dovrà far vivere i Cittadini nella stabilità e nella ricchezza monetaria, mantenendo l’equilibrio tra le esportazioni e le importazioni: sfruttando appieno il progresso scientifico e tecnologico.

 

Nicolò Giuseppe Bellia   ( www.bellia.com ) - Tarquinia, 23 maggio 2008

 

IMPOSIZIONI STATALI
 

 

Le organizzazioni statali necessitano di denaro per le Spese Pubbliche.

Tale denaro viene reperito con le imposizioni fiscali, previdenziali e simili, sulle Aziende e sui Cittadini.

Con ciò i prezzi dei prodotti vengono accresciuti a seguito di tali oneri, creando inflazione.

L’inflazione erode il potere di acquisto del denaro sia dei poveri che dei ricchi.

I lavoratori subordinati vedono il loro salario depauperato dall’inflazione e sono costretti a continue rivendicazioni.

Gli adeguamenti salariali così ottenuti concorrono a loro volta alla crescita dell’inflazione, vanificando i benefici ottenuti.

Qui sta l’origine del malessere delle classi lavoratrici.

A tale sofferenza va aggiunta quella della insicurezza di trovare lavoro, dipendente dall’alea del mercato.

Se i prelievi statali invece che sulla produzione e sul consumo fossero stati scaricati sulla Massa Monetaria non avrebbero inciso sulla crescita dei prezzi che, anzi, sarebbero stati decrescenti a seguito del progresso scientifico e tecnologico.

Ciò non è stato tecnicamente possibile giacché la ricchezza monetaria era occultabile e quindi inaccessibile al prelievo statale diretto.

Oggi con la prospettiva del denaro integralmente elettronico è possibile pensare di avere disponibile l’intera Massa Monetaria in rete, per i prelievi statali.

Con una Imposta Monetaria Unica del 6% annuo, al posto dell’inflazione, sarà possibili far fronte alle Spese Pubbliche e al Reddito di Cittadinanza Universale, liberando i cittadini dalle ansie dell’insicurezza economica.

I dati numerici di tale riforma sono già stati forniti nei precedenti scritti.

Qui si vuole mettere in evidenza da un lato l’impossibilità del passato di fare tale riforma, a causa della materialità monetaria (metallica e cartacea), e dall’altro l’impossibilità della creazione di un sistema valido di sicurezza economica.

La piena occupazione è stata sempre una chimera che, anche se talvolta è stata sfiorata, subito dopo, la necessità di ridurre i costi di produzione provocava il ricorso all’impiego di macchine e quindi all’espulsione della più costosa manodopera.

I lavoratori si sono sempre trovati di fronte a due prospettive: quella di salari in costante erosione, per inflazione, e quella di insufficienza di disponibilità di posti di lavoro per l’introduzione sempre crescente delle macchine nei processi produttivi.

Occorre uscire fuori  da tale tenaglia ed impiegare la ricchezza monetaria e lo sviluppo industriale, per produrre ricchezza a beneficio degli Esseri Umani, lasciando loro la scelta del modo di partecipare alla vita sociale.

La sovrabbondanza produttiva e monetaria faranno sì che con il lavoro di quelli che ne avranno la vocazione, con l’impiego delle macchine e dell’energia fornita dalla Natura, sarà possibile dare a tutti il necessario di base, lasciando spazio alla libera creatività umana per produrre ricchezza all’infinito.

Ciò si otterrà quando le Imposizioni Statali verranno trasferite dalla Produzione e dal Consumo alla Massa Monetaria Elettronica.

Con ciò il potere d’acquisto di tale Massa resterà costante, facendo venire meno la necessità del ricorso ad emissioni bancarie creatrici di Debito Pubblico, gravato da interessi.

 

Nicolò Giuseppe Bellia

Tarquinia, 19 maggio 2008

 

PREZZO DEL PETROLIO
 

 

Perché i Produttori di petrolio lo vendono?

Evidentemente per ricavare del denaro per acquistare altri prodotti esteri.

Se i prezzi dei prodotti, in tutto il Mondo, crescono a causa dell’inflazione, ai produttori di Petrolio non rimane altro che aumentarne il prezzo.

Tale aumento a sua volta incrementa ulteriormente i prezzi di mercato mondiali con incidenza sull’ulteriore crescita del prezzo del petrolio.

Purtroppo tale rincorsa diabolica non si arresterà finché non si arriverà a capire la causa dell’inflazione e si provvederà di conseguenza.

Qualche anno fa i Sindacati hanno capito che la scala mobile generava inflazione e (soli) hanno rinunciato a tale tipo di adeguamento, ma le incidenze dei prelievi statali sui prezzi hanno continuato a galoppare, facendo crescere ineluttabilmente la povertà.

Per salvare il Mondo dalla catastrofe - certa - occorre detassare le Produzioni ed i Consumi - eliminando la vera causa dell’inflazione - e passare all’Imposta Monetaria Unica del 6% annuo, sulla Massa Monetaria, con forte rivalutazione monetaria iniziale e successiva stabilizzazione.

I prelievi dalla Massa Monetaria non si scaricano sui prezzi e quindi non generano inflazione.

Poiché i vari stati possiedono delle rilevati Masse Monetarie, create nel tempo attraverso il signoraggio, se viene eliminata la causa della crescita dei prezzi, facendo circolare tali Masse si riuscirà a soddisfare le esigenze finanziarie del Mercato, in una condizione di Masse Monetarie a potere d’acquisto stabile.

Senza inflazione l’ammontare delle Masse Monetarie dei vari Stati, raddoppierà inizialmente, a seguito della detassazione e poi resterà a valore stabile, in quantità sufficiente per consentire la copertura delle Spese Pubbliche e del Reddito di Cittadinanza Universale.

Il prelievo annuale della Imposta Monetaria Unica corrisponde a quello che prima della riforma si è sempre perduto per inflazione.

Se in qualche modo il Mondo è andato avanti nell’attuale situazione è facile immaginare quello che accadrà in un Mondo senza inflazione.

In un Mondo con la Fiscalità Monetaria – che non si scarica sui costi di produzione - i Prezzi di Mercato tenderanno alla costante diminuzione, per il progresso tecnologico e scientifico, e quindi alla rivalutazione monetaria.

In un Mondo con il Reddito di Cittadinanza Universale, ogni nuova Azienda può nascere a condizione di fornire prodotti competitivi, per qualità e prezzo, favorendo la diminuzione dei Prezzi di Mercato, tenendo sempre più lontana l’inflazione.

L’alta produttività derivante dal sempre crescente impiego delle Macchine, rende possibile la costruzione di un Mondo ricco.

La Sicurezza Economica disincentiva ogni forma di delinquenza in quanto ciascun Essere Umano sentirà di avere molto da perdere sulla via delle trasgressioni e molto da guadagnare sulla retta via.

In un Mondo con abbondanza di Beni, le iniziative culturali stimoleranno gli Esseri Umani in senso positivo, facendo scoprire sempre più le vere fonti della felicità.

In un Mondo di prezzi stabili, chi volesse unilateralmente e immotivatamente aumentare il prezzo di un prodotto di esportazione, provocherà una reazione su tutti gli altri prodotti, che neutralizzerà gli effetti dell’anomalo incremento, dimostrando la non convenienza di tali aumenti estemporanei.

 

Nicolò Giuseppe Bellia ( www.bellia.com )

Tarquinia 11 maggio 2008

 

MONETA PARALLELA
 

 

In uno Stato in cui in poco tempo i prezzi raddoppiano (come è avvenuto in Italia con l’entrata dell’Euro) si hanno le seguenti conseguenze:

1. I cittadini non riescono più a coprire le spese familiari per il raddoppio dei prezzi e non degli introiti.

2. La Massa Monetaria italiana di 6 mila miliardi di Euro ha perduto il 50% del suo potere di acquisto cioè ben 3 mila miliardi di Euro.

L’unico rimedio pensabile è quello di istituire una moneta parallela chiamata Eurolire circolante nel mercato italiano, ottenuta dal cambio di 2 Eurolire per ogni Euro.

Con tale cambio gli Euro costituiranno riserva monetaria, da utilizzare nei rapporti commerciali con l’estero, e saranno tenuti in uno dei conti in cui affluiranno anche i ricavi delle valute delle esportazioni.

Con ciò si avranno nel mercato 12 mila miliardi di Eurolire con lo stesso potere di acquisto della Massa Monetaria prima del raddoppio dei prezzi.

Applicando alle Eurolire l’Imposta Monetaria Unica dell’8,75% si avrà una disponibilità annua di 1.050 miliardi di Eurolire idonea a coprire le Uscite Pubbliche annue di 690 miliardi di Eurolire ed il Reddito di Cittadinanza annuo degli Italiani di 360 miliardi di Eurolire (500 Eurolire mensili per tutti).

Con gli interventi di cui sopra avremo che i detentori di capitali monetari, penalizzati pesantemente dall’inflazione, vengono risarciti delle perdite e vedono ripristinata la propria precedente ricchezza monetaria..

Inoltre il Reddito di Cittadinanza Universale di 500 Eurolire mensili, per ciascun Cittadino,che va ad aggiungersi agli altri ricavi, fa sì che venga eliminata la possibilità di non riuscire a far fronte alle esigenze di sopravvivenza.

Ai fatti di cui sopra va aggiunta la prospettiva che la totale detassazione del settore economico (produzione e consumo) porterà immediatamente al dimezzamento dei prezzi di mercato in quanto non vi saranno più gli oneri fiscali e quelli previdenziali che prima si scaricavano pesantemente sui prezzi.

La libera concorrenza farà sì che la riduzione dei prezzi si svilupperà con certezza fino al raggiungimento di valori fisiologici, tenuto conto anche delle convenienze delle Aziende che potranno contrattare liberamente con i dipendenti..

Ristabilito un nuovo equilibrio sui prezzi si apre la prospettiva dell’avvio di una ulteriore lenta riduzione dei prezzi dovuta alla razionalizzazione delle produzioni, a seguito anche di innovazioni tecnologiche e scientifiche, con conseguente aumento del potere di acquisto delle Eurolire.

Se si presenteranno aumenti rilevanti di costi delle materie essenziali di importazione che faranno lievitare i prezzi, si procederà a compensative emissioni di Eurolire e dare quindi il tempo alle aziende nazionali di recuperare lo sbilancio sia incrementando il rendimento da Turismo o per innovazioni tecnologiche italiane.

L’abbondanza di Eurolire permetterà il finanziamento delle aziende operanti in Italia e soprattutto consentirà la ripresa del settore edilizio per produrre gli alloggi a copertura delle esigenze dei cittadini.

La via descritta tiene conto della nostra appartenenza alla Comunità Economica Europea e quindi non va a chiedere nuove emissioni monetarie a debito (signoraggio).

Occorre mettere in evidenza che il progetto di cui sopra nasce dal desiderio di creare per i Cittadini condizioni economiche soddisfacenti e quindi usando le Istituzioni al loro servizio e non viceversa.

Chi potrà impedire ad uno Stato Sovrano di organizzare al proprio interno una circolazione monetaria nazionale parallela per favorire lo sviluppo economico?

Tutti i progetti diversi dalla linea sopra esposta si riveleranno, se attuati, insufficienti a ristabilire condizioni di vivibilità.

Chi, ad esempio, si illude che chiudendo gli enti inutili o abolendo sprechi vari si possa raggiungere qualcosa di positivo non tiene conto che tutti gli sprechi vengono utilizzati per far vivere famiglie e se tali fonti venissero eliminate si metterebbero sul lastrico molti Cittadini.

 

Nicolò Giuseppe Bellia

Tarquinia, 6 aprile 2008

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INFLAZIONE
 

 

Maurizio Blondet scrive:

Resta anche la definizione, scolastica, lapalissiana: «L’inflazione è sempre e dovunque determinata dalla crescita della quantità di moneta più rapida dell’aumento della quantità di beni e servizi acquistabili, cioè del reddito reale».

Prendiamola per buona.

 

Se il contenuto della definizione corrispondesse a verità, dovrebbe essere possibile ridurre l’inflazione facendo decrescere la quantità della moneta.

L’inflazione deriva dalla crescita dei prezzi.

I prezzi crescono quando crescono i costi di produzione e viceversa.

I prezzi dei prodotti cinesi e indiani sono bassi perché  in quei paesi è basso il costo della manodopera.

I costi di produzione si compongono di costi industriali (materiali e manodopera), costi fiscali e utili sperati.

Il costo puro di un prodotto è dato dal costo delle ,materie prime, dal costo del personale senza oneri previdenziali e dagli utili sperati.

Circola l’informazione che gli oneri fiscali incidono per il 46% sul PIL.

Non ho il dato relativo all’incidenza percentuale degli oneri previdenziali sul PIL.

Se venissero tolte queste incidenze i prezzi scenderebbero molto al di sotto del 50% di quelli attuali.

Immaginiamo di togliere dai prodotti italiani le incidenze fiscali e previdenziali.

Ne conseguirebbe un immediato raddoppio del potere di acquisto della Massa Monetaria e la scomparsa definitiva dell’inflazione.

Da ciò deriva che i detentori di capitale monetario avrebbero convenienza a prendere a proprio carico (Imposta Monetaria Unica) tutti gli oneri per spese pubbliche e previdenziali, (di ammontare inferiore a quanto annualmente si è perduto per inflazione) restando a loro vantaggio il raddoppio del proprio precedente capitale monetario.

Sarà anche possibile prendere a proprio carico gli oneri per il Reddito di Cittadinanza Universale.

Tutto ciò è facilmente dimostrabile con semplici calcoli.

Tale riforma non danneggerebbe nessuno e recherebbe vantaggi a tutti.

È pensabile che la cultura sociale mondiale, prima o poi, si orienterà in tale direzione, quando si saranno verificati i disastri finanziari connessi all’attuale logica fiscale e previdenziale.

Attualmente l’inflazione riduce annualmente il potere di acquisto della Massa Monetaria di oltre il 6% e non vi è la possibilità di reintegrare tali perdite giacché le emissioni da signoraggio creerebbero l’aumento dei debiti pubblici oltre i parametri consentiti dagli accordi di Maastricht.

Con la attuale logica l’economia mondiale è destinata a patire le gravi conseguenze della scarsa liquidità determinata dall’inflazione.

Tutte le immissioni straordinarie di liquidità delle Banche Centrali, porteranno i Debiti Pubblici a valori insostenibili e che, a loro volta, incideranno sempre più negativamente sul fenomeno di base che ha generato l’inflazione.

Le decisioni per evitare il tracollo rientrano nei poteri della Politica.

L’emissione monetaria diretta da parte degli Stati risolverebbe nell’immediato il problema, ma condurrebbe ad una babele monetaria mondiale in cui ciascuno Stato porterebbe avanti esigenze nazionali a scapito della Comunità Mondiale.

 

Nicolò Giuseppe Bellia

Tarquinia, 24 marzo 2008

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LOGICA MONETARIA
 

 

L’inflazione è prodotta dall’aumento dei prezzi dei beni di mercato.

I prezzi nascono dai costi.

Più della metà dei costi sono formati dalle imposizioni pubbliche (previdenziali, fiscali e burocratiche).

L’inflazione ha finora distrutto mediamente il 6% annuo della massa monetaria, costringendo a richieste di emissioni (signoraggio), con incremento del debito pubblico e relativi interessi.

Della stessa percentuale annua viene ridotto il potere di acquisto dei ricavi dei Cittadini, ora non più compensati dalla scala mobile.

Per evitare il collasso economico occorre spostare le imposizioni pubbliche dal settore economico (dove ogni onere si scarica sui prezzi), sulla Massa Monetaria, senza scarico sui prezzi.

Con la sterilizzazione dell’inflazione, la Massa Monetaria può sopportare un onere del 6% annuo (per le Spese Pubbliche e per il Reddito di Cittadinanza), come la precedente inflazione, ma dopo avere incassato il raddoppio del proprio potere di acquisto susseguente alla riduzione dei prezzi di mercato del 50%.

La Riforma prevederà una nuova moneta circolante all’interno il cui valore sarà doppio rispetto all’euro.

Per i rapporti con l’estero verranno utilizzati gli euro ottenuti dal cambio monetario.

In un quadro sociale senza inflazione e con il Reddito di Cittadinanza, si avvia un forte sviluppo industriale a seguito di libere razionalizzazioni, non ostacolate da rivendicazioni sindacali.

Tale dinamica porterà ad una costante riduzione dei prezzi con conseguente benessere dei Cittadini nonché l’aumento del potere di acquisto del denaro.

Con ciò sarà possibile non solo estinguere subito il Debito Pubblico, ma non sarà più necessario ricorrere al Signoraggio, che così cesserà di esistere.

Le Banche potranno prestare il proprio denaro a bassi tassi di interesse dato che non dovranno più compensare l’inflazione.

Con ciò copriranno le proprie spese e svolgeranno al meglio la loro positiva funzione finanziaria.

Ciascun Cittadino, con la sicurezza derivantegli dal Reddito di Cittadinanza, potrà orientare la propria attività tenendo conto delle istanze interiori oltre che di quelle economiche.

Le Aziende regoleranno la loro produzione in stretta dipendenza delle richieste di mercato, potendo ammodernarsi e ristrutturarsi costantemente e si toglieranno rapidamente dal mercato quando fosse venuta meno la convenienza della loro esistenza.

La ricerca scientifica scaturirà dalle capacità dei Cittadini che potranno coltivarla autonomamente, disponendo del Reddito di Cittadinanza, fino alla necessaria maturazione.

La Scuola nascerà per iniziativa dei Cittadini che avranno vocazione all’insegnamento e sarà a pagamento, in modo da favorire la libera accettazione degli insegnanti da parte degli allievi che ne pagheranno le prestazioni e lo scopo sarà quello di acquisire delle capacità e non imbalsamarsi in titoli di studio.

In ogni settore della vita sociale gli scambi avverranno su basi di reciproca convenienza, con esclusione di ogni forma di imposizione.

La tutela giuridica dei Cittadini non si limiterà alla scoperta e punizione dei colpevoli ma si farà carico del risarcimento immediato a favore dei danneggiati.

Quanto sopra scaturisce dagli studi antropocratici avviati nel 1979 con il libro LA VIA D’USCITA e successivamente con altri libri e scritti, e da cui si potranno ricavare altri chiarimenti.

 

Nicolò Giuseppe Bellia

Tarquinia, 21 febbraio 2008

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IMPOSTA MONETARIA UNICA
 

 

Non è possibile alcuna razionalizzazione sistematica degli assetti sociali, giacché ciascuna di esse si traduce, necessariamente, in sottrazione di ricavi monetari ai Cittadini, che vengono così avviati alla povertà.

Ciò perché l’alta produttività economica, dovuta all’impiego delle macchine, riduce sempre più la disponibilità di posti di lavoro ed ogni reddito che si perde è difficilmente reintegrabile.

A quanto sopra si aggiungano gli effetti delle delocalizzazioni dovute ai bassi costi di manodopera di alcuni paesi esteri.

Gli attuali sistemi economici vanno avanti anche con ricavi parassitari, spesso ingiustificabili secondo la logica di mercato e talvolta illegali, ma necessari per la sopravvivenza delle famiglie e degli individui.

Chi vuole chiudere gli Enti inutili o privatizzare le Aziende Pubbliche, con finalità di razionalizzazione, se riuscisse nell’intento, causerebbe disastri crescenti alla vita sociale.

La via per eliminare definitivamente la povertà dalla faccia della Terra è quella indicata dall’Antropocrazia, cioè quella della Fiscalità Monetaria (prelevamento del 6% annuo dalla Massa Monetaria in sostituzione della Fiscalità Reddituale) per il Reddito di Cittadinanza Universale e per le Spese Pubbliche.

In Italia la Massa Monetaria è di circa 6 mila miliardi di Euro, corrispondente a 100 mila Euro per ogni Cittadino.

Tale Massa perde ogni anno, a causa dell’inflazione, almeno il 6% del suo potere di acquisto, cioè 6 mila Euro per ogni Cittadino.

Ciò comporta una riduzione progressiva della liquidità globale che, se reintegrata attraverso il Signoraggio, fa crescere il Debito Pubblico con la prospettiva, o di asfissia monetaria o Debito Pubblico alle stelle.

Tralasciando di analizzare la genesi storica di tale situazione, dobbiamo concentrarci sulla possibilità di risolverla positivamente.

Chiediamoci: che cosa è l’inflazione?

La risposta è una sola: l’inflazione nasce dall’aumento dei prezzi di mercato.

Come si formano i prezzi di mercato?:

Essi vengono formati sulla base dei costi di produzione.

Tra tali costi ve ne sono alcuni che a loro volta vengono determinati da imposizioni statali: Fiscali e Previdenziali.

Tali imposizioni, di natura extaeconomica, hanno portato i prezzi di mercato a più che raddoppiare.

Inoltre il loro incremento annuale determina il tasso di inflazione.

Immaginiamo di eliminare ogni imposizione statale, scaricantesi sui prezzi: otterremo i seguenti effetti:

a) Cessa l’inflazione!

b) Si dimezzano i prezzi di mercato e il potere di acquisto della Massa Monetaria raddoppia!

Con il cessare dell’inflazione non andrebbero più distrutti i 6 mila Euro annuali, pro capite, di cui si è detto sopra, a danno dei detentori di capitali monetari.

Con il raddoppio del Potere di acquisto della Massa Monetaria si otterrà non solo una fluidificazione del mercato monetario, ma una disponibilità aggiuntiva di denaro che in parte potrebbe essere destinato alla estinzione del Debito Pubblico.

Il potere di acquisto della Massa Monetaria diverrebbe, rispetto a prima, come se fosse di 12 mila miliardi di Euro.

Sottraendo ai 6 mila miliardi di Euro della Massa Monetaria la somma di 1.560 miliardi di Euro per l’estinzione del Debito Pubblico otterremmo una Massa Monetaria residua di 4.440 miliardi di Euro a beneficio dei detentori della precedente Massa Monetaria, il cui potere di acquisto, raddoppiato, è di 8.880 miliardi di Euro, con un vantaggio di 2.880 miliardi di Euro rispetto ai 6 mila miliardi precedenti.

Ovviamente sul Mercato sarebbe presente una Massa Monetaria di 12 mila miliardi di Euro, (quanto a potere di acquisto rispetto al precedente).

Visto che l’eliminazione delle imposizioni statali dal settore economico fa venir meno l’inflazione, potremo chiedere, in contropartita, ai detentori di Capitali Monetari, di sottostare annualmente alla decurtazione del 6% a fini fiscali, del loro capitale monetario, per il Reddito di Cittadinanza e per le Spese Pubbliche.

Tale gettito pro capite annuo, riferito ad ogni cittadino, sarà di 12.000 Euro, correlato al nuovo potere d’acquisto.

Poiché l’ammontare pro capite annuo, riferito ad ogni cittadino, delle attuali Spese Pubbliche, senza gli interessi da Debito Pubblico, è di 4.370 Euro, restano 7.630 Euro annue pro capite per il Reddito di Cittadinanza Universale.

Il residuo di cui sopra supera di gran lunga quanto necessario per una dignitosa sopravvivenza dei Cittadini, tenuto anche conto del problema delle abitazioni cui si potrà inoltre porre rimedio agendo sulla privatizzazione dei Piani Regolatori, per l’ottenimento di alloggi ad alto valore abitativo e a basso costo, data la odierna tecnologia costruttiva e dei materiali.

Naturalmente nella futura determinazione dell’ammontare del Reddito di Cittadinanza Mensile, occorrerà tenere conto della compatibilità con l’ammontare del Prodotto Interno Lordo, ai fini dell’equilibrio tra produzione e consumo nazionali.

La soluzione sopra esposta può essere definita Imposta Monetaria Unica del 6% annuo, sulla Massa Monetaria, per il Reddito di Cittadinanza e per le Spese Pubbliche.

Una volta realizzata la Riforma descritta, sarà possibile avviare una vantaggiosa razionalizzazione dei processi produttivi, anche con l’abolizione della contrattazione collettiva, dato che ciascun Cittadino non sarà condizionato da bisogni imprescindibili insoddisfatti ed inoltre potrà mirare a lavori vocazionali.

Questa Riforma aiuta tutti e non danneggia nessuno: l’Antropocrazia non cerca colpe ma errori da correggere.

 

Nicolò Giuseppe Bellia

Tarquinia 13 febbraio 2008

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FISCALITA' MONETARIA
- REDDITO DI CITTADINANZA -
 

 

I due indici economici che caratterizzano la salute di ogni sistema sociale sono la regolarità dei consumi e la stabilità dei prezzi.

I consumi possono essere regolari se la popolazione dispone stabilmente di entrate economiche.

I prezzi sono stabili se non subiscono incidenze statali.

La costanza di entrate economiche di base, sufficienti ad una dignitosa sopravvivenza, indipendentemente da altri redditi, si potrà avere solo istituendo il Reddito di Cittadinanza Universale.

I prezzi saranno stabili se si sposterà ogni necessario prelievo statale dai redditi alla Massa Monetaria; istituendo cioè la Fiscalità Monetaria.

Il potere d’acquisto del denaro, diminuisce mediamente del 6% annuo, per lo scarico sui prezzi dei prelievi statali (fiscali e previdenziali).

Tale diminuzione (inflazione) da un lato impoverisce la popolazione e dall’altro riduce il potere d’acquisto della Massa Monetaria.

Stabilendo di prelevare dalla Massa Monetaria, in sostituzione di ogni precedente prelievo statale, una percentuale annua del 6%, è possibile, con tale prelievo, fare fronte ai Redditi di Cittadinanza nonché alle Spese Statali.

Con tale riforma i prezzi delle merci, sgravati dai precedenti oneri statali, diminuirebbero di almeno il 50%, raddoppiando di conseguenza il potere di acquisto sia dei Redditi, sia della Massa Monetaria.

Con tale riforma, inoltre, verrebbe attribuita alla Massa Monetaria una funzione altamente sociale, ponendo inoltre termine alla necessità della pratica del signoraggio, giacché, l’assenza di inflazione, renderebbe sufficiente la Massa Monetaria (raddoppiata in potere di acquisto) per il finanziamento del sistema economico.

Da tale riforma riceverebbero benefici:

- Le Aziende che vedrebbero dimezzati i loro costi di produzione,

- I Cittadini che godrebbero del Reddito di Cittadinanza e del raddoppio del potere di acquisto dei Redditi,

- I detentori di Capitali Monetari che vedrebbero inizialmente raddoppiato il potere di acquisto di tali Capitali, senza aggravi, rispetto al passato, per la decurtazione del 6% annuo che sarebbe sostitutiva della vecchia inflazione.

Va rilevato che in regime di Fiscalità Monetaria la riduzione dei costi a seguito delle razionalizzazioni produttive si tradurrebbero in rivalutazioni monetarie ed alleggerirebbero l’onere della decurtazione del 6% annuo.

Per quanto riguarda il lavoro, la sua ricerca sarà motivata su ragioni vocazionali e non sul solo bisogno, come in passato; del resto la sempre crescente introduzione delle macchine aumenterà enormemente la produttività di coloro che sceglieranno di lavorare.

Per i dettagli: www.bellia.com

 

Nicolò Giuseppe Bellia

Tarquinia 24 gennaio 2008

 

COME CREARE IL DENARO
 

 

Il Denaro è potere d’acquisto quantificato, correlato ai beni economici in vendita a determinati prezzi.

La disponibilità di denaro consente di entrare in possesso di beni economici, di pari valore.

Chi emette denaro a costo zero può appropriarsi immeritatamente di quote di beni economici.

In qualsiasi contesto economico la creazione di Denaro dal nulla potrebbe considerarsi lecita a quattro condizioni.

La prima è quella che tali emissioni vengano fatte per distribuire un Reddito di Cittadinanza Universale (sufficiente per una dignitosa sopravvivenza), a tutti i Cittadini; per le Spese Pubbliche e per il graduale rientro dal Debito Pubblico.

La seconda è che le emissioni annuali, non vadano a gravare sui costi di produzione, ma sulla Massa Monetaria (prelievo del 6% annuo), cioè le emissioni avvengano in regime di Fiscalità Monetaria e non Reddituale, utilizzando come base la Massa Monetaria a valore stabilizzato.

La terza è che le emissioni annuali ammontino a non più di una certa frazione del Prodotto Interno Lordo.

La quarta è che cessi il ricorso alla Banca Centrale.

La decurtazione del 6 % della Massa Monetaria nazionale, corrisponde a quanto annualmente tale Massa perde per inflazione, in regime di Fiscalità Reddituale (per il suo scaricarsi sui prezzi di produzione).

Con l’introduzione della Fiscalità Monetaria, i prezzi dei prodotti caleranno inizialmente di almeno il 50%, con conseguente raddoppio del Potere di acquisto di tutti i Redditi e della Massa Monetaria.

Tali riforme saranno possibili se la Moneta sarà solo elettronica e sarà sostituita da una nuova moneta con potere d’acquisto doppio rispetto all’Euro..

Con la Riforma Antropocratica non vi saranno più nuove emissioni monetarie, ma verrà utilizzata la Massa Monetaria esistente.

Il governo di un contesto Antropocratico riguarderà la revisione periodica dei parametri di base (Reddito di Cittadinanza e Tasso di decurtazione) con il fine di incrementare il benessere economico dei Cittadini, ma con una bilancia dei pagamenti con l’estero, da mantenere in equilibrio.

I beneficiari della Riforma Antropocratica saranno, da un lato i Cittadini, che vedranno crescere il proprio potere di acquisto, e dall’altro i possessori di Capitale Monetario che non sarà più soggetto a inflazione e inizialmente raddoppierà di valore e successivamente si rivaluterà costantemente, per effetto della riduzione dei costi di produzione, e quindi dei prezzi di mercato, a seguito delle razionalizzazioni dei processi produttivi e per il progresso tecnologico e scientifico.

Le Produzioni si adegueranno alle richieste di consumo, attraverso costante mobilità del personale e ristrutturazioni produttive delle Aziende.

* * *

Chi è venuto a conoscenza del fatto che tutto il Denaro esistente al Mondo è stato creato, a costo zero, dalle Banche Centrali e prestato, gravato da interessi, agli Stati, ha una forte reazione emotiva che porta taluni a chiedere agli Stati che ristabiliscano la propria Sovranità Monetaria ed emettano direttamente moneta (non tenendo conto della babele monetaria mondiale).

Altri chiedono la restituzione di quanto è stato emesso illecitamente.

Il prof. Auriti ha consigliato prudenza in quanto ha spiegato che la moneta emessa da signoraggio può essere paragonata al sangue avvelenato di un organismo, capace di portarlo a morte qualora venisse prelevato.

 

Nicolò Giuseppe Bellia

Tarquinia, 2 dicembre 2007

 

FAVOLA SOCIALE
 

 

GRUPPI DI PROPOSTE

TAX DAY

FAVOLA SOCIALE

 

I Governi chiedono prestiti ad interesse alle banche autorizzandole ad emettere denaro dal nulla

I Governi impongono ai Cittadini oneri fiscali per pagare gli interessi alle Banche

Gli oneri fiscali si scaricano sui prezzi:

NASCE L’INFLAZIONE

Ad un certo punto, per le banche, le perdite per inflazione sono superiori ai guadagni da emissioni dal nulla

Arriva il momento che i Cittadini e le banche chiedono ai Governi di spostare il prelievo di tutti gli oneri dai Redditi alla Massa Monetaria

I prezzi si dimezzano:

MUORE L’INFLAZIONE

Con quello che la Massa Monetaria perdeva prima per inflazione è possibile dare ai Cittadini italiani un

Reddito di Cittadinanza di 500 Euro al mese e coprire le Spese Pubbliche

e non chiedere più prestiti alla banche

E così i Cittadini, con il Reddito di Cittadinanza e senza tasse, vissero felici e contenti…

 

Nicolò Giuseppe Bellia

Tarquinia, 4 novembre 2007

 

LETTERA A BEPPE GRILLO
 

 

Carissimo Beppe.

 

Mi rivolgo a te per proporti di organizzare un Tax Day ed a tal fine ti sottopongo quanto segue.

È noto che tutti i mali italiani hanno origine dal settore degli oneri previdenziali e fiscali, susseguenti alla creazione storica della moneta tramite signoraggio.

A seguito dello scarico di tali oneri sui prezzi abbiamo l’inflazione che è la causa prima di tutti i disagi sociali.

Al punto in cui sono giunte le cose, le perdite annuali da inflazione, per la Banca Centrale superano i ricavi da signoraggio.

È giunto quindi il momento di capire che nella lotta all’inflazione si possono trovare uniti tutti: Cittadini e Banche.

La soluzione al problema consiste nello spostare tutti gli oneri fiscali e previdenziali, dai redditi (con scarico sui prezzi) alla Massa Monetaria (senza scarico sui prezzi).

Con ciò viene eliminata la causa prima e preminente dell’inflazione che ogni anno produce, sulla Massa Monetaria, una perdita di valore pari a quanto necessario per dare ai Cittadini il Reddito di Cittadinanza e per le Spese Publiche.

Proponendo la Fiscalità Monetaria per il Reddito di cittadinanza e per le Spese Pubbliche si presenta alla Coscienza Pensante dei Cittadini un’Idea che potranno vagliare e capire e che sarà il nucleo per ulteriori idee volte ad un nuovo sviluppo sociale, nell’abbondanza, dato il progresso scientifico e tecnologico e l’alta produttività che ne segue.

Si consideri che con tale semplice riforma si ottiene immediatamente il dimezzamento dei prezzi e quindi il raddoppio del potere di acquisto della Massa Monetaria.

Prelevando da tale Massa annualmente un modesto 6% (inferiore a quanto perdeva prima per inflazione) si potrà dare ai Cittadini il Reddito di Cittadinanza (500 Euro mensili) e fare fronte alle Spese Pubbliche ed inoltre, con una parte dell’incremento di valore di tale Massa Monetaria si può estinguere il Debito Pubblico.

Dato il grande successo del V Day è pensabile che sia possibile presentare idoneamente le Idee sopra accennate e poi continuare a ribadirle e chiarirle.

Le Idee, una volta trovato il consenso delle Coscienze, continuano a lavorare e si diffondono rapidamente, mentre le sole emozioni si estinguono presto.

Si apre così un campo di lavoro culturale per ampliare la riforma ed estenderla a tutti i settori della vita sociale.

È dal 1979 che lavoro al Progetto Antropocratico e quindi vi è abbondante materiale per alimentare il lavoro ulteriore, partendo dalle Coscienze Pensanti e non dai Partiti che si sono sempre dimostrati privi di Idee e miranti solo al Potere.

Va notato che tale riforma, utilizzando l’esistente Massa Monetaria di 6 mila miliardi di Euro, da cui si preleva il denaro ed a cui ritorna, non richiede nuove emissioni e quindi non dipende dall’Unione Europea.

 

Restando a disposizione per ulteriori chiarimenti, ti abbraccio, Nicolò

Nicolò Giuseppe Bellia

Tarquinia, 3 novembre 2007

 


EMISSIONE MONETARIA E INFLAZIONE
 

 

Il Continental Dollar, emesso da parte degli Stati Uniti d’America durante la guerra di indipendenza, alla fine aveva perso tutto il suo valore.

L’assegnato fu emesso per finanziare la Rivoluzione Francese, ma presto si è completamente svalutato.

I Greenbacks di Lincoln, per finanziare la guerra civile, alla fine valevano il 39% del valore iniziale.

Gli esempi di cui sopra vengono portati da coloro che sostengono che l’emissione monetaria da parte degli Stati diventa sinonimo di inflazione.

La distruzione del valore monetario dipende dal fatto che la quantità dell’emissione della moneta cartacea non può essere controllata dai Cittadini, oltre alla possibilità di falsificazione.

Con la moneta integralmente elettronica è possibile controllare le quantità emesse e non è possibile alcuna falsificazione.

È più facile pensare ad una moneta elettronica unica mondiale, piuttosto che a tante monete nazionali, difficilmente coordinabili.

Nell’ipotesi di un sistema monetario mondiale sarà necessario stabilire un criterio di emissione valido ed un corrispondente sistema fiscale.

Dato l’alto livello tecnologico dell’economia mondiale è possibile emettere la moneta elettronica come reddito di cittadinanza universale, in contropartita di una idonea percentuale di decurtazione della Massa Monetaria Mondiale, in sostituzione della vecchia fiscalità reddituale.

Oltre l’ipotesi della moneta unica mondiale è possibile pensare che uno Stato possa attuare la riforma, utilizzando la propria Massa Monetaria per la decurtazione percentuale annua, al fine di consentire il versamento del Reddito di Cittadinanza Universale ed affrontare le Spese Statali.

Il Progetto Antropocratico è ineccepibile dal punto di vista logico in quanto reca benefici a tutti e non danneggia nessuna istituzione regolare, come è stato dimostrato.

La scomparsa della vecchia inflazione creerà un arricchimento progressivo dell’intero sistema a seguito della costante riduzione dei prezzi per le razionalizzazioni produttive.

È mia profonda convinzione che il maggior beneficio lo riceveranno le Banche che non dovranno più combattere con le insidiose perdite da inflazione.

Le Aziende, non gravate da alcuna imposizione statale, potranno regolare la loro produzione sulla base delle richieste di mercato, potendo assumere e licenziare liberamente in presenza del Reddito di cittadinanza Universale.

I Cittadini potranno scegliere di determinare l’equilibrio tra i propri interessi materiali, quelli affettivi e quelli conoscitivi, per realizzare le proprie potenzialità, le proprie aspirazioni e le proprie vocazioni, nonché la propria creatività.

Di fronte all’enormità del problema si è costretti a pensare che dalla realtà storica dovranno emergere delle indicazioni.

Considero importante la tendenza che si va presentando verso la sostituzione della moneta cartacea con quella elettronica con il fine immediato di togliere le motivazioni alle azioni della criminalità, giacché la moneta elettronica non è rubabile ed inoltre lascia traccia di ogni movimento e quindi, di fronte a comportamenti fraudolenti, è possibile ricostruire rapidamente i percorsi e ripristinare i diritti eventualmente violati.

Lascio all’immaginazione di chi legge quali potranno essere gli effetti sugli irregolari.

 

Nicolò Giuseppe Bellia

Tarquinia, 31 ottobre 2007

 

PER ELIMINARE L'INFLAZIONE
 

 

Le creazioni dei debiti pubblici da signoraggio hanno determinato forti aggravi sui prelievi fiscali, con scarico sui prezzi delle merci e quindi generando inflazione.

In Italia l’onere annuo per interessi sul debito pubblico ammonta a circa 75 miliardi di €, mentre la distruzione annuale di potere di acquisto della massa monetaria, per inflazione, è di circa 390 miliardi di €; più di 5 volte gli interessi del debito pubblico.

Il peso di tale inflazione si scarica da un lato sui Cittadini, che vedono eroso costantemente il potere di acquisto dei loro ricavi; dall’altro lato si scarica sui detentori di capitali monetari, principalmente sulle banche, che perdono per inflazione più di quan to ricavano dal signoraggio.

Una volta che si è capito che la causa dell’inflazione è costituita dallo scarico degli oneri fiscali e previdenziali sui Cittadini e sulle aziende - quindi sui prezzi delle merci -, si può nutrire la speranza che oltre i Cittadini, sia possibile sensibilizzare i vertici bancari a premere per lo spostamento del prelievo fiscale e previdenziale, dai redditi alla massa monetaria.

È preferibile pensare a una sinergia tra Cittadini e banche, piuttosto che ad una contrapposizione.

Gli importi sopra esposti fanno capire che sia i Cittadini che i detentori di capitale monetario, annualmente debbono fare salti mortali nel tentativo di mantenere il potere di acquisto di cui dispongono.

È auspicabile che si possa raccogliere molto consenso su questa prospettiva.

Va precisato che il Governo che vorrà realizzare la riforma, non ha bisogno del permesso dell’Unione Europea, in quanto la fiscalità monetaria non prevede nuove emissioni monetarie, né, tantomeno, di prestiti da signoraggio.

Ai Cittadini la prospettiva della stabilità monetaria e del Reddito di Cittadinanza offre la possibilità di perseguire i propri ideali e impostare finalmente la propria vita partendo dalle vere esigenze evolutive personali e non solo dal bisogno di procacciarsi il necessario per arrivare alla fine del mese.

Ciò sarà reso possibile dall’alto sviluppo scientifico e tecnologico che, con l’impiego sempre crescente delle macchine nei processi produttivi, mosse dall’energia fornita dalla natura, consentono che a lavorare siano solo coloro che ne sentano la vocazione.

Si dice che negli USA sono sufficienti 7.000 persone per assicurare il fabbisogno alimentare.

Chi viene a conoscenza del Progetto Antropocratico, descritto abbondantemente su www.bellia.com , e lo condivide, sentirà aprirsi il cuore alla speranza e potrà cominciare a prefigurarrsi un mondo di pace e di benessere, con definitiva vittoria sulla povertà, anche in considerazione del fatto che nel mondo la produzione di beni è doppia rispetto alla capacità mondiale di consumo.

Tutti coloro che finora si sono indignati giustamente per la fraudolenza del signoraggio, sarà bene che volgano la loro attenzione e riflessione anche al fenomeno dell’inflazione,ben più incidente sul benessere generale ed individuale.

Le cifre sopra indicate mostrano chiaramente la dimensione del problema e quindi della necessità della attenzione di tutti: Cittadini, politici e detentori di capitali monetari.

Quando si parla di inflazione va tenuto conto degli indici medi nei lunghi periodi e non di qualche dato annuale che può essere stato pilotato per fini politici.

Tali indici possono essere ricavati confrontando i prezzi dei beni ad una determinata data e quelli dopo qualche decennio; allora si vedrà che, per esempio per i beni imnmobiliari dal 1970 ad oggi, l’inflazione ha pesato per più del 10,50% annuo.

Questi indici di svalutazione annuale, tratti da conoscenza diretta dei prezzi dei beni sono, ben più validi di quelli medi forniti dall’Istat.

Comunque anche l’indice medio del 6,50% annuo fornito dall’Istat è quello che dà la perdita di valore di 390 milaridi di €, sulla massa monetaria, sopra ricordata.

 

Nicolò Giuseppe Bellia

Tarquinia, 24 ottobre 2007

 

P.S.: Chi condivide quanto sopra può inviare una mail bianca con all’oggetto NO-INFLAZIONE a ngbellia@antropocrazia.com divenendo Membro dell’Assemblea Antropocratica.

 

IL REDDITO DI CITTADINANZA
 

 

Ipotizziamo un ammontare mensile di Reddito di Cittadinanza di € 500.

Il versamento mensile a 59.000.000 di Italiani sarà di € 29.500.000.000.

L’esborso annuo sarà di € 354.000.000.000.

Prevediamo un ammontare per Spese Pubbliche di € 340.000.000.000.

Abbiamo un esborso annuo totale di € 694.000.000.000.

Ipotizzando un tasso di decurtazione iniziale del 6% annuo, la Massa Monetaria necessaria è di € 11.566.666.666.666.

A questo punto dobbiamo tenere presente che l’istituzione del Reddito di Cittadinanza comporta la scomparsa di ogni prelievo fiscale , con conseguente certo dimezzamento (almeno) dei prezzi di mercato.

In tale situazione l’ammontare mensile dell’equivalente Reddito di Cittadinanza sarà di € 250 e quindi la Massa Monetaria, da sottoporre a decurtazione del 6% annuo, sarà di 5.783. miliardi di €; inferiore di poco all’attuale Massa Monetaria italiana.

Va tenuto presente che i detentori di beni monetari, che sopporteranno il modesto onere di decurtazione del 6% annuo, godranno del raddoppio del potere d’acquisto del loro denaro.

Inoltre tale denaro godrà di continue rivalutazioni, susseguenti all’abbassamento dei prezzi, dovuto alle costanti razionalizzazioni produttive e all’introduzione di macchine sempre più efficienti.

Con la Fiscalità Reddituale tali rivalutazioni vengono vanificate dall’inflazione.

Ciò consentirà di prelevare, da tali benefici (6000 miliardi di €), quanto necessario per la rapida estinzione del Debito pubblico (1.560 miliardi di €).

Vi si potrà attingere anche per affrontare razionalmente il problema della casa.

Come si vede i beneficiari di tale riforma saranno non solo i Cittadini che godranno del Reddito di Cittadinanza e non saranno più gravati da imposizioni fiscali e inflazione sui loro redditi, ma anche e principalmente i possessori di beni monetari, che non vedranno più falcidiato il valore del loro denaro dall’inflazione, dovuta alla Fiscalità Reddituale, con il suo scaricarsi sui prezzi.

Il Governo che vorrà realizzare la Riforma, inizialmente dovrà prevedere una doppia circolazione monetaria: all’interno in Eurolire e con l’Estero in Euro.

Le Eurolire avranno valore doppio rispetto agli Euro per non creare problemi nelle esportazioni, cioè per portare i prezzi di esportazione al precedente livello.

Ciò in attesa che anche altri Paesi adottino la Riforma, dopo aver concordato i due Parametri: del Reddito di Cittadinanza e della percentuale di decurtazione monetaria.

Quanto sopra sembrerà troppo bello e troppo semplice per essere possibile.

In verità quello che dovrebbe meravigliare è l’assurdità delle condizioni in cui viviamo in un mondo di alta tecnologia e di immense risorse reali e potenziali.

 

Nicolò Giuseppe Bellia

Tarquinia, 10 settembre 2007

 

FISCALITA' E INFLAZIONE
 

 

Un appartamento che nel 1970 veniva venduto a lire 6.000.000, oggi  viene venduto a lire 250.000.000.

Per questo bene la svalutazione monetaria annua media, nei 37 anni, è stata del 10,61%.

Secondo l’ISTAT l’indice di svalutazione generale per tale periodo è del 6,25%.

Tenendo conto dell’incidenza del Mercato Immobiliare sulla vita dei Cittadini possiamo ragionevolmente adottare un coefficiente di svalutazione dell’8% annuo.

Se ora prendiamo l’intera Massa Monetaria e calcoliamo la sua svalutazione di un anno sulla base dell’8% otteniamo, per ciascun cittadino, l’incidenza mensile di circa un milione di lire.

Tale svalutazione è una perdita secca, che non va a beneficio di nessuno, che rende i poveri sempre più poveri e i possessori di capitale monetario costretti a recuperare quanto viene perduto per inflazione. Costringe inoltre i Governi a richiedere costantemente nuove emissioni monetarie per mantenere il livello globale di liquidità, accrescendo così il Debito Pubblico.

A tale perdita va aggiunto quanto lo Stato preleva dai Cittadini e che, con la Fiscalità Reddituale, si scarica tutto sui prezzi, divenendo la causa pressocchè unica dell’Inflazione.

Sull’attuale prelievo fiscale incidono pesantemente gli interessi di 150 mila miliardi di lire annui sul Debito Pubblico, corrispondenti a 213.675 lire mensili per ogni cittadino.

Se si istituisce la Fiscalità Monetaria al posto di quella Reddituale, abbiamo che ogni Cittadino viene sgravato della quota di interessi (213.675 lire) sul Debito Pubblico, delle altre voci, fiscali e previdenziali, che tralasciamo di quantificare ed inoltre, riceverà una parte del milione di lire mensili di mancata inflazione sul capitale monetario, come Reddito di Cittadinanza, mentre l’altra parte andrà a copertura delle Spese Pubbliche,

Se dall’intero Capitale Monetario si preleverà mensilmente (decurtazione monetaria) la quota di un milione di lire, per Cittadino, l’onere, su tale Massa Monetaria, equivarrà a quello precedente da inflazione, come sopra indicato.

Con lo spostamento del Prelievo Fiscale dai Redditi alla Massa Monetaria scomparirà definitivamente l’Inflazione dal futuro degli Esseri Umani.

I detentori di Capitale Monetario, a seguito dell’eliminazione della Fiscalità Reddituale, che si scaricava sui prezzi, otterrano il beneficio di vedere raddoppiato inizialmente il potere di acquisto del loro capitale monetario, dato che, senza imposizioni fiscali, i prezzi di mercato diverranno immediatamente circa la metà.

Numerosi altri saranno i benefici connessi all’istituzione della Fiscalità Monetaria e al Reddito di Cittadinanza; ne indichiamo per brevità solo alcuni: si pensi a tutte le semplificazioni burocratiche, alla fine della conflittualità tra Cittadini e Stato, alla possibilità dell’eliminazione delle contrattazioni collettive che saranno sostituite da quelle individuali, ecc…

In particolare tutte le aziende avranno la possibilità di liberarsi del personale divenuto superfluo (rendendolo disponibile per altre aziende innovative) a seguito delle razionalizzazioni produttive e delle innovazioni tecnologiche, con constante diminuzione dei prezzi dei prodotti e conseguente rivalutazione del potere di acquisto del denaro.

Da quanto sopra accennato emerge che i possessori di capitali monetari, in prima fila le banche, hanno interessi coincidenti con quelli dei cittadini e non conflittuali come da più parti si tenta di far credere.

*   *   *

In sintesi: con l’istituzione della Fiscalità Monetaria, la perdita percentuale annuale da inflazione della Massa Monetaria si trasforma in decurtazione monetaria, per il Reddito di Cittadinanza e per le Spese Pubbliche, con numerosi altri importanti vantaggi sociali.

 

Nicolò Giuseppe Bellia

Tarquinia, 5