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di Dario Pedicini
| FANNULLONI |
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Ciao, leggendo De Simone e
poi Bellia ho compreso la figura del fannullone e gli ho trovato Poi ho letto altri autori, ultimo Tom Hodgkinson, e ho
imparato ad amare il fannullone e a Provando a dare una definizione di fannullone riesco a
rintracciare questi punti fermi: 1) un fannullone in senso assoluto, letterale, per
definizione non esiste: i morti sono gli unici veri 2) l'accezione più comune di fannullone mi sembra che si
possa racchiudere nelle definizione: 3) l'assunto precedente sottintende questo che segue: Ne segue: 4) il fannullone fa la bella vita ("mentre io mi faccio
un culo così"). Per ora lasciamo fuori il legame fannullone-denaro. A questo punto, il fannullone viene visto come un
parassita che grava sulle spalle della società. Ma è una visione pregiudizievole. In una società perfetta, in una società dove non c'è
limite alle risorse disponibili, dove la E, anche in un mondo così, il fannullone sarebbe un danno
più per se stesso che per gli altri. Per di più non viviamo in un mondo perfetto. Io porto sempre l'esempio del call-center. Quante persone conosci che lavorano in una di queste
gabbie per marketing? Io in famiglia ne ho due e in un periodo particolarmente
bisognoso ci ho lavorato a mia volta. Il lavoro di call-center consiste nello stare tra le
quattro e le otto ore al telefono, a parlare con Li chiami e gli dici: "BUONGIORNO! Ha visto che giornata meravigliosa è oggi?
Sonodariopedicinidellatelecomitaliastiamofacendounoffertasulleadsladiecichilobytel'orapersolitre Nella maggior parte dei casi la fantastica offerta
interessa meno del disturbo causato dall'indiscreta telefonata. La suddetta telefonata offre servizi generalmente inutili
e raramente vantaggiosi, e si tratta sempre di servizi che l'utente
informato può decidere di scegliersi da sé. Tra le quattro e le otto ore al giorno di lavoro, pagato
naturalmente a cliente, mica a ora, E così il dipendente stressato che non trova altro lavoro
truffa, o quasi, e la nonnina in cima ai monti si ritrova addebitati
duecento euro di servizio non richiesto. In più il povero dipendente maledice se stesso ogni
mattina, maledice il mondo in cui vive e, in fondo in fondo, trova pure lo
spazio per la sua coscienza di sentirsi in colpa: non ho studiato
abbastanza, non ho fatto abbastanza, potevo dare di più, sono un fallito. Una persona così non vive meglio la propria vita
standosene comodo a casa, sicuro di avere tutto quello che gli serve per
sopravvivere, un tetto sulla testa, cibo, luce, gas, telefono, invece che
essere obbligato a torturare gli altri per mera necessità di sopravvivenza? Il lavoro di una persona così, che è lavoro forzato, non
danneggia la società? Da dove viene la convinzione che la coercizione possa
aiutare la crescita? Vediamo quanto costa alla società il lavoro di
call-center. Il call-center, come tutti i centri servizi, costa alla
comunità umana energia e acqua corrente, carburante per gli spostamenti dei
dipendenti, costruzione e manutenzione degli edifici e degli impianti che li
ospitano, costruzione, installazione e manutenzione degli impianti richiesti
per compiere specificamente questo lavoro. Costa lavoro per: muratori idraulici elettricisti
piastrellisti falegnami vetrai trasportatori Tutto in cambio di.. denaro. Ma non sarebbe meglio pagarli tutti per farli stare A
CASA LORO? A crescere, a cercare di capire, a stare con i loro
cari?. Quali sono le conseguenze di tutto questo lavoro (diretto
e indotto, cioè necessario per compiere il lavoro)? Il lavoro è crescita, è impegno sociale? NO. IL LAVORO È UN'ALTRA FORMA DI CONSUMO. Consumo di acqua, energia, carburante detersivi e altri
prodotti chimici, terra, tempo e Traffico, in tutti i sensi, traffico telefonico, traffico
stradale, traffico alla pausa pranzo in mensa, E ciascuna di queste cose genera altro lavoro, perché ci
rallenta tutti. Lavoro indotto che genera lavoro indotto: file più lunghe
implicano maggiore spreco di risorse Telefonare da casa non basta più e ci vuole il cellulare,
costi maggiori, inquinamento maggiore. Mangiare a casa non si può e quindi la mensa, ma a poco
prezzo perché è tutti i giorni, e via la qualità. Stress su stress su stress su stress su stress su stress. Sull'onda del grande mito: LAVORARE MENO LAVORARE TUTTI. Lavorare tutti è UN CASINO, altro che lavorare meno!!! Le esigenze aumentano in maniera esponenziale e si
concentrano in momenti specifici della giornata e della settimana, creando
continue e costanti ondate di emergenza successive (le famigerate ORE DI
PUNTA). Generano l'ansia da prestazione (tre persone a servire a
tavola il sabato sera non bastano) Inoltre consumare le risorse materiali richieste dal
lavoro, INQUINA. Una mentalità moderna e intelligente è una mentalità che
suddivide sì, più o meno equamente il lavoro, ma tenendo presente L'UNICITÀ
di ciascun essere umano, che non è una formula astratta e vuota, e tenendo
conto che la quantità di lavoro giusto da compiere, specialmente se parliamo
di lavoro materiale, è LA MINORE POSSIBILE, SEMPRE, e i motivi li ho appena
elencati tutti! . L'idea di lavorare tutti è l'idea più cretina, miope e
superficiale mai concepita dalla mente Non succederà mai che TUTTI faranno così, e il giorno che
succederà moltissimi ne L'omologazione non è una qualità umana e, pur non
credendo in dio, lo ringrazio per averci fatto tutti così diversi da rendere
impossibile il metterci tutti d'accordo. Prendersela con i fannulloni peggio ancora, non ha senso,
i fannulloni nemmeno esistono! Fannulloni rispetto a quale standard? Noi
viviamo in una follia, come facciamo a basarci su di essa per definire chi è
un fannullone e chi no? E, anche quando lo abbiamo stabilito, ci rendiamo
conto o no che se tutti lavorassimo allo stesso ritmo, e quel ritmo fosse
quello attuale che tengono gli impiegati, 9-18, più il traffico e gli
straordinari, la vita sulla terra rischierebbe di cessare per la pressione
domani mattina?. L'unico modo per lavorare meno è LAVORARE MENO TU. Far lavorare di più gli altri non è una soluzione. Punto uno. Punto due. Chi ha qualcosa da fare si dedica a farla e, come abbiamo
visto, ci si dedica con il massimo impegno perché, se quell'impegno non è
massimo, nell'attuale sistema economico il gioco non vale la candela. Chi ha qualcosa da fare si impegna e si sforza, e lo fa
per così tanto tempo che comincia a credere che quello sia l'unico modo di
vivere. E così impara a distinguere il fannullone da sé, ma si
dimentica che questa divisione è Con la differenza che quest'ultimo, come abbiamo visto,
non solo se la gode e fa la bella vita, quando può, ma inquina meno,
richiede uno sforzo lavorativo minimo da parte del prossimo e soprattutto
NON IMPONE A NESSUNO IL SUO STILE DI VITA. Il fannullone quindi è il creativo e l'uomo libero. È colui che non avendo alcun partito da difendere sceglie
semplicemente il migliore o, se non esiste, lo crea. Grandi filosofi, grandi inventori, matematici, grandi
pensatori, grandi scrittori hanno vissuto una vita pigra. Considerare dannoso il "fare nulla" è riduttivo, e la
parola stessa fannullone è senza senso perché, come dicevo inizialmente, gli
unici veri fannulloni sono i morti. Anche nel mondo del lavoro non mancano gli esempi in
questo senso: guarda il boss, Il boss incita gli altri a lavorare di più, ma lavora
poco. Ecco perché il boss è lui: mentre tu lavori, lui pensa.. E qui si conclude la mia filippica in difesa della
dis-occupazione, che va per tanto tutelata e incoraggiata, e considerata un
sintomo di salute culturale di una civiltà: sembra banale ma non lo è,
quante meno persone lavorano per denaro, quante più persone lavorano per
piacere, tanto meglio. Saludos, Dario Pedicini.
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ALESSANDRO CAMPAGNACCI http://www.antropocrazia.com/forum2
Inviato: Lun Mag 05, 2008
12:09 pm a ECONOMIA PARALLELA
Carissimo Nicolò, come già evidenziato attraverso i miei precedenti interventi, stimare una Massa Monetaria italiana pari a 6 mila miliardi di euro significa includervi ogni genere di attività finanziaria, comprese quelle caratterizzate da scarsa liquidità (i crediti a medio-lungo termine): oggi come oggi sono pochi gli operatori economici disposti ad accettare in pagamento un titolo che scadrà tra 10 o 20 anni. Trasformare quel titolo in eurolire immediatamente spendibili significa, già di per sé, provocare un enorme aumento della domanda di mercato che basterebbe a compensare gli effetti sui costi dell'abolizione delle imposte. Alla luce di ciò, è davvero utile emettere 2 eurolire per ogni euro? Inviato: Mar Mag 06, 2008 12:50 am - Oggetto: MONETA PARALLELA Carissimo Alessandro. La conversione da Euro a Eurolire elettroniche, evidenzierà il reale ammontare della Massa Monetaria. Indipendentemente da tale ammontare, con lo spostamento del prelievo fiscale dal settore economico a quello monetario, provocherà una fortissima riduzione dei prezzi e conseguente rivalutazione monetaria. L'ammontare della Massa Monetaria, assieme al Reddito di Cittadinanza pro capite, determinerà il tasso di decurtazione mensile per le Spese Pubbliche e per il Reddito di Cittadinanza. Faccio rilevare che questa riforma sarà resa possibile solo sostituzione della moneta cartacea con quella elettronica che elimina l'occultabilità della ricchezza monetaria e renderà possibile l'equa ripartizione degli oneri sociali sull'intera Massa Monetaria, che contiene in sé tutti i redditi del passato. L'adeguatezza dei parametri sociali di base emergerà dal costante controllo dell'ammontare della riserva in Euro, al fine di interventi correttivi su tali parametri. Purtroppo non vedo altre soluzioni possibili al progressivo e generale impoverimento sociale.
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